{"id":247,"date":"2016-04-05T13:34:42","date_gmt":"2016-04-05T12:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/wordpress\/?p=247"},"modified":"2016-04-06T20:24:41","modified_gmt":"2016-04-06T19:24:41","slug":"maremontana-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.sguazz.it\/index.php\/archives\/247","title":{"rendered":"Maremontana 2016"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_257\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016.jpg\" rel=\"attachment wp-att-257\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-257\" class=\"wp-image-257 size-large\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016-1024x683.jpg\" alt=\"Maremontana 2016\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.sguazz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.sguazz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.sguazz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.sguazz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016-120x80.jpg 120w, https:\/\/blog.sguazz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/maremontana2016.jpg 1083w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-257\" class=\"wp-caption-text\">In partenza poco dopo il ristoro del 24\u00b0km (foto di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/walter.nesti\">Walter Nesti<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>Quest&#8217;anno sto aumentando le distanze e difatti, mentre nell&#8217;edizione scorsa\u00a0ho partecipato al percorso da 23km della Maremontana, nel 2016\u00a0ho scelto il 45km. C&#8217;era anche il 60km, ma per me sarebbe l&#8217;equivalente della morte certa. Meglio di no.<\/p>\n<p>\u00c8 stata proprio una bella corsa. L&#8217;organizzazione\u00a0si \u00e8 mostrata all&#8217;altezza come sempre: posti medici disseminati sul percorso, sentieri sempre percorribili anche se spesso non ci si sta due affiancati, personale dell&#8217;organizzazione disseminato un po&#8217; lungo tutto il percorso, disponibilit\u00e0 di una doccia e di un pasto caldo a fine corsa, controllo del contenuto dello zaino con materiale obbligatorio. E addirittura, qualcuno \u00e8 partito a controllare il sentiero due ore e mezza prima della partenza, cio\u00e8 alle 3:30 di notte.<\/p>\n<p>Il mio allenamento non \u00e8 mai stato sufficiente per correre in maniera competitiva, quindi\u00a0lo spirito con il quale sono partito \u00e8 quello del campestre che va a fare una passeggiata, anche se impegnativa. Ovviamente ho fatto i miei controlli medici, ho corso almeno una volta a settimana cercando di coprire\u00a0distanze lunghe (almeno mezza maratona per ciascuno degli ultimi 4-6 allenamenti), ho fatto un po&#8217; strada di collina e una volta ho corso con la neve inaspettata.<\/p>\n<p>La sera prima della corsa ho cenato abbondantemente (sapete, il menu del\u00a0ristorante diceva \u00abminimo due porzioni\u00bb&#8230;) e sono andato a letto puntando la sveglia alle 4:50.<\/p>\n<p><!--more-->Cos\u00ec, al mattino, suona\u00a0la sveglia. Questa volta, al contrario dell&#8217;anno scorso, non \u00e8 prevista pioggia, quindi abbigliamento leggero (maglia e pantalone corto) e il resto nello zainetto.\u00a0Mi avvio al luogo della partenza ed \u00e8 come quando nei film vedete i topi che fuggono dalla nave, ma al contrario: persone vagamente distinguibili che nel buio si avviano tutti verso un punto\u00a0centrale formando file a raggiera. Ovviamente \u00e8 presto, ma gi\u00e0 qualcuno parla al microfono e ci racconta che dopo la parte in spiaggia e quella sulla passeggiata, ci sar\u00e0 un bel salitone che prevede il passaggio in un sentiero molto stretto. Alcune altre indicazioni, punzonatura del pettorale e &#8230; si parte!<\/p>\n<p>In effetti i primi chilometri in piano sono stati facili, anche se comincio a guardarmi attorno, cerco di capire chi stia correndo vicino a me, scopro che tutti gli altri, ma proprio tutti, sono coperti di abbigliamento tecnico serio a partire dallo zaino\/giubbino con tutte le taschine piene di chiss\u00e0 quali sostanze energetiche mentre io sono quello con lo zainetto del supermercato che si \u00e8 portato solo acqua e un mezzo pacco biscotti.\u00a0Ho avuto modo di vedere che veramente in tanti erano dotati anche delle bacchette, a volte quelle che si possono anche ripiegare, ma pi\u00f9 spesso quelle intere. Alcuni dicevano che sono veramente comode, soprattutto in discesa, quando aiutano a rallentare le cadute, ma le ho viste usare in molti momenti, anche se la mia impressione (sicuramente da non addetto ai lavori) \u00e8 che facciano rallentare.<\/p>\n<p>Altri parlavano dei loro orologi\/GPS sperando che la carica bastasse per la lunga gara. In effetti\u00a0anche io avevo dei dubbi, invece il mio telefono, dopo 9\u00a0ore dalla sveglia, e mandando in continuazione l&#8217;aggiornamento della mia posizione al sito web, aveva consumato circa il 35% della batteria.\u00a0A proposito: sulla passeggiata di Loano, non lontano dall&#8217;arrivo, c&#8217;\u00e8 un pannello solare che serve a caricare i vari dispositivi. Ha 4 o forse 6 porte USB che chiunque pu\u00f2 utilizzare. Non l&#8217;ho provato, quindi non posso dire di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La serie iniziale di salite \u00e8 stata molto bella: l&#8217;iniziale sentiero\u00a0stretto ci ha obbligati a metterci in fila per due e cominciare a socializzare nella calca che si \u00e8 formata alla base. Era ancora buio e tutti avevamo la lampada frontale, che per alcuni era anche dotata di una luce rossa sul retro; quindi si vedeva dal basso la fila di queste luci che dava l&#8217;idea dello zigzagare del percorso. Molto bello. Ho cercato di scattare una foto alla scena, ma il mio telefono\u00a0si \u00e8 opposto. Sar\u00e0 anche \u00absmart\u00bb, ma di certo non fa \u00abart\u00bb. Cos\u00ec quell&#8217;immagine \u00e8 dentro di me. Durante la salita \u00e8 diventato giorno, ma non si \u00e8 visto nettamente poich\u00e9 il cielo era coperto da nubi grigie, inoltre si \u00e8 anche alzato il vento forte. Comunque, questa salita \u00e8 terminata forse al chilometro 9, o forse anche dopo. La parte pi\u00f9 difficile \u00e8 stata l&#8217;ultima perch\u00e9 ad un certo punto, su una salita veramente difficile prima di un forte, ho cominciato a sentire una musica, il che mi ha fatto pensare che fossimo vicini al punto di ristoro, invece deve essere stato qualche spiritoso che ha acceso la radio portatile o il telefono, o magari era la sua suoneria, non so. Ma in quel momento, su quella salita, ci voleva proprio un po&#8217; di conforto, invece quello\u00a0scoprire la verit\u00e0 \u00e8 stato uno smacco.<\/p>\n<p>Per fortuna che avevo curato la preparazione psicologica leggendo libri di dure avventure sulle montagne italiane e di confine. L&#8217;ho gi\u00e0 accennato altrove, e un po&#8217; \u00e8 uno scherzo, ma veramente nell&#8217;ultimo anno ho letto \u00abIl partigiano Johnny\u00bb, \u00abUn anno sull&#8217;altipiano\u00bb, \u00abNiente di nuovo sul fronte occidentale\u00bb e \u00abIl sergente nulla neve\u00bb. Sar\u00e0 un caso? Magari non aiuta a correre, ma questa lettura aiuta a farsi un&#8217;idea della montagna.<\/p>\n<p>Comunque, dopo il salitone iniziale c&#8217;\u00e8 stata qualche discesa e qualche tratto in piano. Durante tutto questo correre e camminare (tanto camminare) \u00e8 capitato spesso di trovarsi solo anche se sapevo che 200m avanti o indietro c&#8217;era altra gente, che come me, faticava. E durante questi momenti, mentre correvo o camminavo da solo in montagna, stavo bene. \u00c8, credo,\u00a0una della motivazioni che mi spinge a partecipare a una corsa come questa. Poi mi \u00e8 capitato di\u00a0dare un calcio ad una radice\u00a0e cacciare un urlo cos\u00ec forte da far fermare quello che, avanti di 100m, si allarma\u00a0e mi chiede se tutto va bene. Ovviamente no, senn\u00f2 mica avrei urlato, ma ormai per l&#8217;unghia \u00e8 troppo tardi. Tanto vale risistemare bene i lacci e ripartire.<\/p>\n<p>Con\u00a0tutti quelli dell&#8217;organizzazione ho scambiato un saluto o due parole. In alcuni casi senza fermarmi, in altri con una piccola pausa. \u00c8 incredibile quanto due parole e magari una battuta possano aiutare in 10 secondi di pausa. Spesso poi danno indicazioni utili su come proceda la strada: se pericolosa come la discesa sulla roccia, o se impegnativa, oppure\u00a0quale sia la distanza dal prossimo ristoro. Ad uno non ho neppure dovuto chiederlo: mi ha visto e ha detto \u00abtra 2 chilometri e mezzo c&#8217;\u00e8 il ristoro\u00bb. Deve aver visto la mia faccia devastata.<\/p>\n<p>E difatti, anche se quella mattina mi sono pure fatto la barba, credo che il mio aspetto\u00a0non fosse dei pi\u00f9 accattivanti, ma nonostante ci\u00f2 Walter Nesti \u00e8 \u00a0riuscito a scattare una foto presentabile, quella in cima a questa pagina.<\/p>\n<p>Ad ogni ristoro c&#8217;era da mangiare e bere. Diciamo che i ristori non sono esattamente come quelli della \u00abarrancabirra\u00bb, che \u00e8 una corsa di montagna che si tiene in Valle d&#8217;Aosta a ottobre. L\u00ec trovi la gente che pasteggia, la musica, il barbequeue, birra, torte e tortini. Qui trovi qualche biscotto, un po&#8217; di frutta, delle caramelle e, se va bene, la focaccia. Ma in effetti \u00e8 in linea con\u00a0tutto lo stile della gara che \u00e8\u00a0improntato all&#8217;austerit\u00e0 e al non sprecare. Oppure sono semplicemente arrivato tardi e ho trovato gli avanzi \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Una delle cose che ho notato maggiormente \u00e8 la grande forza di quelli che hanno corso la 60km.\u00a0Il loro percorso era in parte lo stesso nostro, con alcune deviazioni che li portavano lontano per poi ricongiungersi al nostro. Mi \u00e8 successo di\u00a0essere superato pi\u00f9 volte da questi atleti (con loro\u00a0mi sento difatti di poter spendere questa parola) che ho sempre visto correre: mai una pausa, neppure in salita. Pazzesco. Ed erano spesso a coppie, a chiacchierare ed ad aiutarsi. Una volta ne ho visto uno che correva in piano tenendo le sue bacchette in orizzontale nelle due mani, e mi \u00e8 venuto in mente Orzowei. Non so com&#8217;\u00e8 successo, ma da qualche parte nel mio cervello era rimasto qualche fotogramma di quell&#8217;individuo che correva nell&#8217;Africa inscatolata\u00a0nella TV di quand&#8217;ero bambino, armato di una lancia. E quel fotogramma \u00e8 magicamente riapparso. Magia delle sinapsi che ricollegano neuroni abbandonati da tempo.<\/p>\n<p>Ripensandoci, \u00e8 anche vero che quelli veloci che hanno corso i 45km mi sono sempre stati davanti e non li ho mai visti, mentre accanto a me stavano quelli del mio livello. Invece quelli dei 60km che vedevo sfrecciare non erano forse i primi, ma poco ci mancava, quindi erano decisamente i pi\u00f9 bravi.<\/p>\n<p>Quando ero quasi arrivato \u2014 mancavano meno di due chilometri \u2014 mi ha superato una coppia di <em>sessantachilometristi<\/em> che sembrava fare una passeggiata veloce: correvano ancora e intanto chiacchieravano bellamente. Ho poi visto che lei era la prima donna che chiudeva i 60km. E in meno di 2 chilometri mi hanno\u00a0superato di circa 10 minuti, difatti l&#8217;ultimo tratto \u2014 quello sulla spiaggia \u2014 ho preferito farlo camminando, in compagnia di un altro corridore che, come me, avrebbe lasciato volentieri una imprecazione al posto di ogni impronta&#8230;<\/p>\n<p>Tempo ufficiale: 8h17&#8242;.<\/p>\n<p>Morale: quando si riparte?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;anno sto aumentando le distanze e difatti, mentre nell&#8217;edizione scorsa\u00a0ho partecipato al percorso da 23km della Maremontana, nel 2016\u00a0ho scelto il 45km. C&#8217;era anche il 60km, ma per me sarebbe l&#8217;equivalente della morte certa. Meglio di no. \u00c8 stata proprio una bella corsa. 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