{"id":223,"date":"2015-10-07T10:40:49","date_gmt":"2015-10-07T09:40:49","guid":{"rendered":"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/wordpress\/?p=223"},"modified":"2015-10-07T21:05:37","modified_gmt":"2015-10-07T20:05:37","slug":"overland-track","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.sguazz.it\/index.php\/archives\/223","title":{"rendered":"Overland Track"},"content":{"rendered":"<p>Per cominciare ecco le foto degli impavidi protagonisti all\u2019inizio del percorso&#8230;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-imma.jpeg\" alt=\"Imma alla partenza\" \/><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-giuseppe.jpeg\" alt=\"Giuseppe alla partenza\" \/><\/p>\n<p>L\u2019<em>Overland Track<\/em> \u00e8 un percorso lungo il quale si fa trekking, ovvero, come dicono gli australiani, \u201cbushwalking.\u201d Si trova a nord ovest della Tasmania, tra \u201cCradle Valley\u201d e \u201cLake St. Clair\u201d. Altre foto sono disponibili <a href=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/fototasmane\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#introduzione\">Introduzione<\/a>\n<ul>\n<li><a href=\"#clima\">Clima<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#attrezzatura\">Attrezzatura<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#fotografia\">Attrezzatura fotografica<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#cibo\">Note alimentari<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><a href=\"#giro\">Il nostro giro<\/a>\n<ul>\n<li><a href=\"#conclusioni\">Conclusioni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<h1><a name=\"introduzione\"><\/a>Introduzione<\/h1>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-bushwalking.jpg\" alt=\"Il bush\" \/>Durante l\u2019alta stagione, i ranger locali hanno deciso di limitare ad un massimo di 35 persone al giorno, il numero di \u201cbushwalker\u201d che iniziano il cammino. La prenotazione \u00e8 obbligatoria e il percorso si pu\u00f2 effettuare solo da nord a sud. Durante la bassa stagione, da aprile a novembre, non ci sono vincoli, ma il clima non \u00e8 esattamente invitante. Per accedere ai parchi della Tasmania si deve acquistare un pass all\u2019ingresso di un qualsiasi parco, valido per una singola entrata oppure per 8 settimane e per tutti i parchi. Da novembre ad aprile, \u00e8 inoltre necessario pagare una quota specifica per questo percorso in concomitanza con la prenotazione.<\/p>\n<p>Il percorso non \u00e8 semplice, ma neppure particolarmente impegnativo, a condizione di avere uno zaino leggero e un minimo di allenamento. Noi siamo partiti nelle condizioni peggiori e abbiamo incontrato delle difficolt\u00e0, quindi speriamo che queste informazioni possano essere d\u2019aiuto per altri interessati all\u2019esperienza. Purtroppo abbiamo scoperto che pochi italiani camminano lungo l\u2019overland track.<\/p>\n<h2><a name=\"clima\"><\/a>Clima<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-albero.jpg\" alt=\"Un eucalipto\" \/>Il clima \u00e8 molto variabile. Le <em>brochure<\/em> dicono che si possono incontrare il vento leggero, quello forte, la neve, la pioggia, il sole cocente in un solo giorno. \u00c8 tutto vero. Durante i primi tre giorni del nostro cammino ci hanno accompagnato pioggia e parecchia umidit\u00e0, mentre nei tre successivi un clima caldo e secco.<\/p>\n<p>Durante i giorni di pioggia, all\u2019interno dei ripari (hut) lungo il percorso, la temperatura notturna \u00e8 scesa a 10\u00b0C; mentre nelle giornate di sole abbiamo usato la crema solare protettiva per evitare le ustioni.<\/p>\n<h2><a name=\"attrezzatura\"><\/a>Attrezzatura<\/h2>\n<p>Lungo il percorso ci sono dei rifugi che possono ospitare circa 24 persone, salvo <em>New Pelion Hut<\/em> che \u00e8 molto grande e pu\u00f2 accoglierne ben 60 e <em>Windy Hut<\/em> e <em>Narcissus Hut<\/em> che sono pi\u00f9 piccole e ne contengono soltanto 16. Ogni rifugio offre dei tavoli sui quali mangiare e una stufa a gas o a legna. Quelle a gas hanno un timer che le spegne dopo 45 minuti. Fuori da ogni rifugio ci sono un bagno chimico e alcuni contenitori di acqua piovana potabile.<\/p>\n<p>Ci si deve portare tutto, salvo l\u2019acqua: vestiti, tenda, cibo, borraccia da 2 litri a persona, fornellino e <em>popote<\/em>, spazzolino per pulire la <em>popote<\/em>, coltello, carta igienica (un rotolo a persona), kit di pronto soccorso, pedule, lampada a gas o batterie (abbiamo visto quella a batterie che si appoggia sulla testa, molto utile per non disturbare gli altri), cappello, sacco letto, materassino, coprizaino. In particolare per quanto riguarda l\u2019abbigliamento, si deve essere pronti al sole forte e alla pioggia battente, oltre che al freddo. Noi abbiamo preso i pantaloni da trekking in un tessuto che si asciuga velocemente, provvisti di cerniera per diventare corti. I pi\u00f9 comodi sono quelli che hanno anche la zip di lato, in modo da togliere la parte inferiore senza doversi sfilare le pedule. Fa comodo anche avere una calzamaglia da usare come pigiama nei rifugi e scarpe da interno. Il consiglio che diamo \u00e8 di partire con uno zaino che non pesi pi\u00f9 di 10kg.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-wallaby.jpeg\" alt=\"Il nostro primo wallaby\" \/>Il gas del fornellino si pu\u00f2 comprare al \u201cVisitor Center\u201d di Cradle Mountain, dove i ranger descrivono il percorso e controllano che tutti dispongano dell\u2019attrezzatura necessaria. Sono disponibili bombole della camping-gaz e altre marche, sia quelle a valvola che senza. Il gas non pu\u00f2 essere portato in aereo e quindi va comprato l\u00ec. Noi abbiamo dormito in un ostello a Launceston prima di iniziare il percorso e alla reception ci hanno donato una bombola semiusata che altri viaggiatori hanno lasciato prima di abbandonare la Tasmania in aereo. Pare sia usanza diffusa.<\/p>\n<p>I ranger consigliano di portare anche bussola, paletta per scavare un gabinetto di emergenza, eventuale telefono satellitare, mappa (che si compra all\u2019ingresso del parco e che si trova anche in ogni rifugio), guanti.<\/p>\n<p>In ciascun rifugio e nei \u201cvisitor center\u201d alle due estremit\u00e0 del percorso, c\u2019\u00e8 un \u201cguest book\u201d sul quale ogni persona o gruppo dovrebbe annotare la data del proprio passaggio e le intenzioni per la tappa successiva. Lo scopo di queste annotazioni \u00e8 quello di poter identificare l\u2019ultima posizione conosciuta, nel caso in cui qualcuno si perda o incontri difficolt\u00e0.<\/p>\n<h2><a name=\"fotografia\"><\/a>Attrezzatura fotografica<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-waterfall.jpg\" alt=\"Immagine del sole che al tramonto passa sopra la montagna e illumina quella davanti\" \/>Ci potrebbe essere parecchia umidit\u00e0 e poca luce. Durante i giorni bui \u00e8 necessario utilizzare pellicole da 400-800 ASA per il giorno e 3200-6400 per la notte e gli interni dei rifugi; nei giorni luminosi si pu\u00f2 anche usare qualche pellicola a 100-200 ASA, ma solo all\u2019aperto, mentre nella foresta ci vorr\u00e0 sempre almeno un 400 ASA. Consiglio finale: 2 pellicole da 36 a 800 ASA e una da 24 a 3200 ASA per ogni giorno di viaggio. Noi avevamo anche un cavalletto leggero che \u00e8 stato indispensabile per le foto al tramonto e alle cascate (esposizione di oltre 5 secondi.)<\/p>\n<p>Abbiamo usato la Nikon F100 con un obiettivo 28-105, ma sarebbe stato necessario avere anche un teleobiettivo o uno zoom che arrivasse a 300mm. Alcuni avevano obiettivi fino a 200mm, ma dopo averli provati sono convinto che un 200mm non sia sufficiente.<\/p>\n<p>Da non dimenticare le batterie di scorta!<\/p>\n<h2><a name=\"cibo\"><\/a>Note alimentari<\/h2>\n<p>Il nostro cibo: un chilo di riso basmati, una scatolina di curry, due pacchi di pane in cassetta, un barattolo di crema tipo nutella, tre bustine di cibo indiano precotto, una confezione di fichi secchi, una scatolina di mandorle secche, una scatola con delle buste di the, una con del sale fino, una con lo zucchero integrale, una pagnotta lunga e piatta di pane turco, una scatola di tonno, una boccettina d\u2019olio di oliva, una confezione di anacardi, 5 cubetti di dado di pollo.<\/p>\n<p>Gli altri viaggiatori avevano pi\u00f9 cibo di noi, soprattuto tanta pasta, verdura per condire la pasta (cipolla, carota, zucchina), muesli e altre \u201cporcherie\u201d da colazione, mele, latte in polvere, pasta precotta in scatola, frutta sciroppata. Un ragazzo neozelandese aveva addirittura un piccolo dolce al cioccolato per festeggiare il compleanno della sua ragazza.<\/p>\n<p>Il cibo che abbiamo portato non ci \u00e8 bastato. Sarebbe stato meglio organizzare colazioni pi\u00f9 abbondanti e portare qualche altra busta di cibo precotto o disidratato e magari un po\u2019 di pasta.<\/p>\n<h1><a name=\"giro\"><\/a>Il nostro giro<\/h1>\n<h2>Primo giorno: dalla partenza a <em>Waterfall hut<\/em><\/h2>\n<p>Siamo partiti l\u2019undici febbraio sotto una pioggerellina leggera con l\u2019intento di completare il percorso in 6 giorni, senza dedicare spazio alle diramazioni, ma rimanendo sul solo tracciato principale perch\u00e9 nei nostri zaini avevamo anche tutto l\u2019occorrente per il resto della vacanza in Australia, quindi ci muovevamo con uno zaino da circa 22kg, l\u2019altro da 14kg oltre ad uno zainetto con il cibo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-ferrata.jpg\" alt=\"Immagine della ferrata\" \/><br \/>\nIl primo giorno si affronta una delle salite pi\u00f9 impegnative (dai 900 ai 1250m), su cui ci siamo arrampicati sotto la pioggia e il vento forte. Il clima e la salita ci hanno un po\u2019 scoraggiati, anche perch\u00e9 dalla cima non abbiamo potuto godere del meritato panorama a causa delle nuvole. E non \u00e8 neppure facile riuscire a fare una pausa pranzo sotto la pioggia senza ripari. In realt\u00e0 sul percorso c\u2019\u00e8 una piccola capannina chiamata <em>Kitchen hut<\/em> che per\u00f2 abbiamo raggiunto piuttosto tardi e che in ogni caso era piena di gente e c\u2019era anche un \u201dquoll\u201c che la intratteneva. Durante il pomeriggio la camminata avviene pi\u00f9 o meno alla stessa quota e poi c\u2019\u00e8 la discesa finale per arrivare a <em>Waterfall hut<\/em>. Questa seconda parte ci \u00e8 parsa interminabile, ma abbiamo avuto modo vedere i primi animali: due wallaby e, successivamente, un wombat che attraversavano il nostro percorso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-tempaccio.jpg\" alt=\"Immagine del brutto tempo\" \/>Il primo giorno si cammina accanto a \u201cCradle Mountain\u201d e si passa vicino a \u201cBurn Bluff.\u201d Si tratta di belle montagne che per\u00f2 non abbiamo potuto ammirare bene a causa del maltempo. La prima \u00e8 molto grande e frastagliata, il secondo \u00e8 invece un cucuzzolo pietroso.<\/p>\n<p>Alla fine del primo giorno c\u2019\u00e8 la discesa a <em>Waterfall hut<\/em>, che per\u00f2 non si vede fino a quando non ci si \u00e8 praticamente arrivati. Una volta l\u00ec, abbiamo trovato due ranger che ci hanno spiegato come comportarsi nei rifugi, dandoci le indicazioni sull\u2019uso dell\u2019acqua, del bagno e della casetta. Ci hanno anche controllato il pass, ma \u00e8 stata l\u2019unica volta che qualcuno l\u2019abbia fatto.<\/p>\n<h2>Secondo giorno: da <em>Waterfall hut<\/em> a <em>Windermere hut<\/em><\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-pioggiainvetta.jpg\" alt=\"Brutto tempo e pioggia sulla cima\" \/>Questo tratto \u00e8 breve, difatti siamo arrivati al nuovo rifugio prima dell\u2019ora di pranzo. La giornata \u00e8 stata molto nuvolosa e il passaggio nei punti pi\u00f9 interessanti, detti \u201clookout\u201d per la possibilit\u00e0 di ammirare il paesaggio circostante, non \u00e8 stato gratificante. Il rifugio per\u00f2 si trova molto vicino a un lago, che durante le giornate di sole \u00e8 probabilmente pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>Altri camminatori, arrivati alla nostra stessa ora, hanno deciso di proseguire fino al rifugio successivo nonostante la tappa non fosse corta, sperando che il tempo non peggiorasse. Ogni volta che si incontrano i ranger, gli si chiede quali siano le previsioni del tempo, ma ovviamente queste sono sempre sbagliate perch\u00e9 il tempo \u00e8 veramente variabile. I ranger di <em>Waterfall hut<\/em> avevano detto che oggi avremmo avuto ancora un clima decente, mentre per il giorno successivo era prevista parecchia pioggia. Per questo alcuni hanno deciso di proseguire e di percorrere la tappa un po\u2019 pi\u00f9 lunga nel giorno &#8220;bello&#8221;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-maurizio.jpg\" alt=\"Maurizio fa un solitario per divinare il tempo del giorno dopo\" \/>In questo rifugio abbiamo conosciuto un signore italiano, Maurizio Villa, di 61 anni che era decisamente pi\u00f9 allenato di noi. Stava facendo il giro della Tasmania in bici e aveva parcheggiato la sua a \u201cCradle Mountain.\u201d Pare che i ranger siano rimasti stupiti nel vedere degli italiani, soprattutto tre in un solo giorno \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Una nota su questo personaggio. Maurizio Villa ha fatto il giro del mondo in bicicletta e ha pubblicato un libro, quasi un diario di viaggio, dal titolo <em>What\u2019s your country?<\/em>, ed. Lindau (o Et\u00e0 dell\u2019acquario.) Ci ha raccontato che lui si \u00e8 fatto spedire dal \u201cvisitor center\u201d la mappa del percorso e l\u2019ha data in pasto al suo GPS dopo averla digitalizzata. In questo modo ogni volta che fa una foto con la macchina digitale, pu\u00f2 risalire al punto esatto nel quale l\u2019ha scattata guardando sul GPS dove si trovava al momento dello scatto.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio il tempo non \u00e8 migliorato, anzi la pioggia \u00e8 scesa copiosa. Alcuni di quelli che erano andati avanti hanno fatto parecchi chilometri sotto la pioggia e li abbiamo ripresi il giorno dopo, perch\u00e9 sono rimasti fermi un giorno per asciugare tutta l&#8217;attrezzatura.<\/p>\n<p>Di fianco a questo rifugio c\u2019era un wallaby, che se ne stava sotto la pioggia, vicino alla tettoia della capanna. Al tramonto ne abbiamo visti altri che camminavano sulle passerelle costruite dai ranger perch\u00e9 le persone non calpestino il \u201cbush\u201d.<\/p>\n<p>Nella notte c\u2019\u00e8 stato un po\u2019 di rumore perch\u00e9 una signora con figlia sono state vittime dell\u2019attacco di alcuni \u201copossum\u201d che hanno bucato la loro tenda cercando del cibo e rendendola inservibile durante la pioggia. Le due si sono quindi sistemate per la notte sul pavimento del rifugio e non hanno pi\u00f9 potuto usare la tenda fino a fine percorso.<\/p>\n<h2>Terzo giorno: da <em>Windermere hut<\/em> a <em>New Pelion hut<\/em><\/h2>\n<p>Siamo partiti molto presto, facendo colazione alle 5:30 di mattina. A quell\u2019ora nel rifugio c\u2019erano 10\u00b0C.<br \/>\n<img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-radici.jpg\" alt=\"Immagine di una parte del percorso sulle radici degli alberi\" \/>Questa parte del percorso \u00e8 molto verde perch\u00e9 per la prima volta si attraversano le foreste. Nei giorni precedenti si camminava nel \u201cbush\u201d, cio\u00e8 tra i cespugli, oppure sulla roccia, ma questa volta siamo sotto gli alberi. Ci sono alberi piccoli e giganteschi: quelli che si vedevano in lontananza erano alberi della gomma (eucalipti, spesso grigi e scricchiolanti quando piegati dal vento), ma questi sono invece pini di vario tipo, molto verdi.<\/p>\n<p>Anche questa tappa pare non finire pi\u00f9. Si passa attraverso una valle chiamata \u201cFrog Flat\u201d che \u00e8 veramente umida e non c\u2019\u00e8 un posto comodo per fermarsi a mangiare. Alla fine si arriva ad un rifugio gigantesco, che ha varie camerate per dormire e offre circa 60 posti letto.<\/p>\n<p>Di fronte al rifugio c\u2019\u00e8 una bella montagna, ma \u00e8 sempre coperta dalle nuvole. Per fare una foto decente, mi sono appoggiato alla balconata del rifugio e sono stato abbordato da una sanguisuga che si \u00e8 rifocillata sulla mia mano finch\u00e9 non me ne sono accorto e l\u2019ho assiderata andando a lavare la mani sotto l\u2019acqua gelida.<\/p>\n<p>Nonostante fossimo partiti molto prima degli altri, siamo arrivati pi\u00f9 o meno assieme perch\u00e9 eravamo i pi\u00f9 lenti. In questo rifugio abbiamo trovato chi si era fermato ad asciugare il proprio equipaggiamento e abbiamo notato che tutte le ragazze e alcuni ragazzi cominciavano a dare i primi segni di stanchezza: controllo dello stato dei piedi, zoppicamenti, raddoppio dei calzini nelle pedule,\u00a0&#8230;\u00a0. Non eravamo i soli \ud83d\ude42<\/p>\n<h2>Quarto giorno: da <em>New Pelion hut<\/em> a <em>Kia Ora hut<\/em><\/h2>\n<p>Da qui siamo partiti non troppo presto e ci siamo subito fermati ad ammirare una piccola cascata del torrente, proprio dietro la capanna dei ranger in prossimit\u00e0 del nostro rifugio. Ci avevano avvisati che il posto brulicasse di sanguisughe, consigliandoci di non fermarci mai e di camminare anche da fermi per non farle salire sugli scarponi. Abbiamo seguito le istruzioni, ma una volta tornati sul sentiero abbiamo impiegato almeno quindici minuti a staccare le sanguisughe dalle scarpe e dai pantaloni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-cascata.jpg\" alt=\"La cascata vicino a New Pelion Hut\" \/>La giornata \u00e8 stata finalmente limpida e calda e ci siamo fermati sulla sella Pelion Gap, tra il monte Ossa e il monte Pelion East, dove c\u2019\u00e8 una grossa piattaforma ideale per una meritata pausa. Molte persone hanno lasciato l\u00ec gli zaini e hanno fatto la risalita del monte Ossa o di quello di fronte, mentre noi ne abbiamo approfittato per fare una pausa e mangiare qualcosa. Durante questo intervallo un\u2019echidna \u00e8 passato da quelle parti, scatenando la curiosit\u00e0 delle persone che stavano mangiando e di tutte quelle dotate di macchina fotografica.<\/p>\n<p>Il sole iniziava a picchiare per cui siamo ricorsi alla crema solare durante la discesa e nel resto del percorso fino a <em>Kia Ora<\/em>. Per la prima volta abbiamo riposato al sole e mangiato la sera all\u2019aperto, su una piazzola del campeggio. Qui il rifugio, forse anche per le condizioni climatiche, \u00e8 parso molto diverso rispetto ai precedenti: niente pi\u00f9 umidit\u00e0, molte mosche attaccate alle zanzariere, la stufa a legna spenta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-eucalipti.jpg\" alt=\"Alcuni eucalipti accanto a Pelion Gap\" \/>L\u2019aria era quella delle vacanze. La gente era contenta del sole e chiacchierava all\u2019aperto. Imma, audacemente, ha immerso i piedi gonfi nel torrente gelido vicino al rifugio: parola d\u2019ordine <em>vasocostrizione<\/em>. La foto che la ritrae in quel momento parla da sola \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Durante la notte siamo andati al bagno e, grazie alla luna piena, abbiamo notato lungo la passerella che dal rifugio porta al gabinetto, un opossum che ci ha scortati fino al bagno. Purtroppo ne abbiamo visto solo il profilo, simile a quello di un gatto, molto peloso, con le orecchie ritte e la coda lunga e dal pelo folto.<\/p>\n<p>Dopo una cena pi\u00f9 abbondante del solito, abbiamo preso la decisione di chiudere il giro facendo due tappe in un solo giorno. Il tragitto sarebbe stato lungo, ma per il secondo tratto in discesa; d\u2019altronde il cibo scarseggiava e avevamo voglia di arrivare.<\/p>\n<h2>Quinto giorno: da <em>Kia Ora hut<\/em> a <em>Narcissus hut<\/em><\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-albaeluna.jpg\" alt=\"Montagna e luna illuminate dal sole dell'alba\" \/>Partenza subito dopo l\u2019alba e camminata nella foresta. Lungo il tragitto si dipartono delle deviazioni verso alcune cascate, forse le pi\u00f9 grandi del percorso, ma non ci siamo andati, preferendo arrivare vivi fino al lago. Queste escursioni, assieme a quella del monte Ossa, sono forse le pi\u00f9 interessanti del percorso e ci \u00e8 un po\u2019 dispiaciuto non riuscire a compierle.<\/p>\n<p>Siamo arrivati al rifugio successivo, <em>Windy Hut<\/em>, dove abbiamo pranzato. Il rifugio \u00e8 pieno di mosche e si trova completamente nascosto dagli alberi al contrario degli altri che bene o male sono posti in piccole valli. Qui abbiamo incontrato una signora che, illegalmente, percorreva in senso contrario l\u2019Overland track. Ci ha raccontato che avrebbe dovuto farlo con delle amiche, ma che all\u2019ultimo momento era stata male e quindi non le aveva seguite, ma andava loro incontro per fare assieme l\u2019ultima tappa.<\/p>\n<p>Da qui il percorso \u00e8 simile a quello delle nostre montagne: roccioso, con sentieri che si snodano tra pochi alberi. Ci sono per\u00f2 dei tratti popolati da parecchi uccelli. Difatti nel rifugio <em>Windy hut<\/em> era presente un cartello con la fauna e flora locale, che dedicava ampio spazio agli uccelli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-sottobosco.jpg\" alt=\"Il sottobosco tutto muschi\" \/>Il pomeriggio \u00e8 stato molto faticoso perch\u00e9 eravamo gi\u00e0 stanchi per la camminata della mattina, nonostante avessimo pranzato per riprendere un po\u2019 le forze. Durante il percorso abbiamo incrociato un piccolo serpente e parecchie salamandre. C\u2019\u00e8 anche una diramazione che, ci hanno detto, porta abbastanza in alto da poter ammirare panorami che lasciano a bocca aperta. La ragazza che ce ne ha parlato dice di aver incontrato un serpente parecchio lungo, forse un metro e mezzo. Per darne la misura ha allargato le braccia come fanno i pescatori, ma non sappiamo se esagerasse come fanno certi pescatori :-).<\/p>\n<p><em>Narcissus Hut<\/em> \u00e8 il rifugio all\u2019inizio del lago di St. Clair. Qui c\u2019\u00e8 una radio con la quale \u00e8 possibile chiamare il visitor center dalla parte opposta del lago, per prenotare il ferry che viene a prendere chi non vuole camminare lungo gli ultimi 20km sulle sponde del lago. Noi ovviamente abbiamo chiamato e abbiamo prenotato il ferry delle 9:30 per la mattina seguente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-alberialti.jpg\" alt=\"Il sottobosco tutto muschi\" \/>In questo rifugio, come in tutti gli altri, c\u2019era un pannello sul quale chi si sveglia per primo dovrebbe annotare il numero di persone che hanno passato la notte nel rifugio e il numero delle tende montate nelle piazzole. Sul pannello di questo rifugio molti si lamentavano dei numerosi topi (censendoli tra quelli che hanno dormito l\u00ec). Per questo abbiamo optato per montare la tenda e siamo andati nella piazzola, dove abbiamo visto anche la tenda di un coreano, Mon Soon Joe. Il posto era proprio a ridosso del lago e difatti la notte \u00e8 stata parecchio umida, ma la mattina siamo riusciti ad asciugare tenda e vestiti per poterli richiudere nello zaino.<\/p>\n<p>La signora incontrata a <em>Windy hut<\/em> ci aveva detto di aver visto alcuni ornitorinchi nel fiume che sfocia nel lago, ma noi non siamo stati cos\u00ec fortunati da vederne. Diceva che li aveva visti nuotare e che aveva capito che fossero ornitorinchi perch\u00e9 non erano pesci e non nuotavano a zigzag come i serpenti.<\/p>\n<p>Invece, andando a prendere l\u2019acqua per cucinare, abbiamo visto un quoll. Si tratta di un animale poco pi\u00f9 grosso di un gattino, di colore nero con dei pallini bianchi su tutto il corpo. Tornato con la macchina fotografica non \u00e8 stato possibile rivederlo.<\/p>\n<p>La sera abbiamo sentito gli animali che scorrazzavano attorno a noi. Si sentivano i salti dei wallaby e temevamo che uno di questi ci finisse per sbaglio sulla tenda. Per fortuna non \u00e8 successo nulla di tutto ci\u00f2.<\/p>\n<h2>Sesto giorno: da <em>Narcissus hut<\/em> a \u201cLake St.Clair Visitor Center\u201d<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-lago.jpeg\" alt=\"La parte del fiume che sfocia nel lago\" \/>La mattina abbiamo atteso sul molo il ferry. Joe \u00e8 venuto con noi, ma non \u00e8 stato di molte parole, perch\u00e9 non si sentiva molto sicuro del suo inglese: difatti stava satudiando la lingua a Brisbane, sulla costa est dell\u2019Australia, e si era preso questa vacanza dagli studi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 10px;\" src=\"http:\/\/eppesuigoccas.homedns.org\/~giuseppe\/overland\/overland-joe.jpeg\" alt=\"Foto sul molo del lago con un ragazzo coreano\" \/>Sul ferry c\u2019erano anche delle persone che facevano il giro turistico del lago, con una piccola tappa a <em>Narcissus hut<\/em>. Abbiamo atteso che tornassero dalla visita e siamo partiti. Tra loro abbiamo conosciuto una coppia di italiani che ormai vive in Australia da trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Il guidatore del ferry non ha voluto che pagassimo il biglietto, ma ci ha detto che all\u2019arrivo avremmo dovuto cercare la biglietteria e pagare l\u00ec. La cosa ci ha stupito molto e abbiamo pensato che in Italia probabilmente solo pochi andrebbero a pagare.<\/p>\n<p>Arrivati al \u201cvisitor center\u201d, siamo andati a firmare il \u201clog book\u201d sul quale per\u00f2 non c\u2019era spazio per commenti. Poi, finalmente, un pasto alla tavola calda. Nel pomeriggio abbiamo aspettato il pullman che ci avrebbe portato a Hobart, la capitale. Nell\u2019attesa abbiamo visto arrivare alcune persone che avevano preferito camminare anche lungo il lago e altre che invece avevano passato la notte a <em>Windy hut<\/em> e poi avevano preso il ferry del pomeriggio.<\/p>\n<h2><a name=\"conclusioni\"><\/a>Conclusioni<\/h2>\n<p>A distanza di circa un mese dal giorno in cui abbiamo completato l\u2019overland track, possiamo trarre le conclusioni di questa esperienza. I luoghi incantevoli, le persone incontrate davvero piacevoli, gli animali pacifici. Si \u00e8 praticamente immersi nella natura (wilderness), ovunque si rivolga lo sguardo si incontra solo natura. A volte ci si sente quasi persi, altre volte spossati, altre ancora appagati e in pace col mondo, e poi mille altre sensazioni che sarebbe troppo lungo e difficile descrivere. Quello che ci ha colpito \u00e8 stata la gentilezza delle persone, che ti sorridono e ti chiedono: \u201ccome va?\u201d. E sembrano davvero interessate a saperlo! Qualcosa \u00e8 cambiato per Imma, ovvero la percezione delle distanze: dopo questa esperienza, nessun posto sembra troppo lontano, le distanze si sono accorciate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per cominciare ecco le foto degli impavidi protagonisti all\u2019inizio del percorso&#8230; L\u2019Overland Track \u00e8 un percorso lungo il quale si fa trekking, ovvero, come dicono gli australiani, \u201cbushwalking.\u201d Si trova a nord ovest della Tasmania, tra \u201cCradle Valley\u201d e \u201cLake St. Clair\u201d. 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